I  BORBONI  DI  NAPOLI

 

Di Alexandre Dumas

 

Libro III 

 

 

CAPITOLO XVI

 

Mentre le corde si preparano per appiccare, mentre le scuri s'affilano per decapitare, mentre si fondano le palle per fucilare, i napolitani videro una mattina scomparire, con loro grande meraviglia, quasi tutti i vascelli inglesi, che, eccetto due o tre bastimenti secondari, spiegarono le vele e presero il largo.

In fatto, ecco ciò che il 6 maggio, cioè la vigilia del giorno in cui Troubridge scriveva a Nelson l'ultima lettera che abbiamo messo sotto gli occhi dei nostri lettori, ecco ciò che scriveva a quello stesso Nelson, sempre ritenuto a Palermo dal suo amore per Emma Lyonna, l'Ammiraglio Conte di S. Vincent.

 

«A bordo del Souverain Gibilterra 6 maggio 1799

« Mio caro Lord

« La squadra di Brest è passata ieri verso le 5 p. m. con buon vento ‑ il tempo era cosi nebbioso, oscuro, piovoso, che non abbiamo potuto determinarne esattamente la forza. Quelli che l'hanno vista stimavano che possa ascendere a 23 o 24 vascelli di linea. Ma, come ho buona ragione di credere che non si è riunita, nel passare alla squadra del Ferrol, sicuro d'altra parte, che non è uscito un sol legno da Cadice, conchiudo che la detta squadra consta di 19 vascelli di navi, con cinque o sei fregate, dimodochè il numero delle navi, può ascendere in tutto a 26.

« La densa nebbia tolse a lord Keith di poterla vedere, Il Camaleonte, ch'era venuto a raggiungermi, dopo aver scortate le navi di Terranova, cariche di sale, da Lisbona a S. Uval, fino alle Isole di Ponente, si trovò impegnato nel bel mezzo della flotta, ieri, al far del giorno ed ebbe gran pena a svincolarsene, e se un lughero non l'avesse mostrato la sua bandiera, e fatto fuoco sul Camaleonte, sarebbe stato preso senz'altro, perchè il capitano Stile prendeva quella flotta per quella di Lord Keith.

« In somma, siccome il vento di ovest, continua a soffiar fortemente, non posso aver comunicazione alcuna con lord Keith. Nondimeno farò il possibile per ispedir gli ordini perchè mi raggiunga immantinente. Manderò un espresso a Tanger; ed il signor Magra, che, per fortuna, trovasi a Gibilterra, crede che il suo Viceconsole potrà noleggiare un bastimento per portarvi questa lettera. Intanto noi facciamo tutt'i preparativi necessari, per le provisioni e l'acqua.

« Le mie congetture sono che la squadra francese andrà direttamente a Malta, e di là, secondo ogni probabilità, ad Alessandria. Il Camaleonte parte stamattina per ambedue queste località; e questa volta, il capitano Stile starà in guardia.

« Ho comandato al capitano Duuncan, che avrà l'onore di rimettervi questa lettera, di andare incontro alla squadra francese, e di spendere uno o due giorni per assicurarsi della sua destinazione ‑ giacchè prevedo che gli spagnuoli faranno quanto potranno per riprendere Minorca. Darò ordini che si portin via le vettovaglie, che non sono assolutamente necessarie alla sussistenza della guarnigione, e che, probabilmente saranno trasportate a Messina ed a Corfù, a seconda delle nuove che avremo sulle mosse del nemico: ‑ imperocchè è affatto necessario di metterle in salvo per i bisogni della flotta. Tenuto conto de' timori che esistono riguardo all'Irlanda, credo che non riceveremo alcun rinforzo d'Inghilterra, fino al punto che il governo Britannico avrà ricevuto la notizia sicura che la squadra francese è nel Mediterraneo. Il signor Walpole ha spedito sicuramente un legno per darne avviso. Appena il vento sarà favorevole spedirò la scialuppa Schiller e da qui il Cutter Stang. Pervenute le nuove all'ammiragliato, non dubito che vi si mandi una forza sufficiente.

 

« CONTE DE S. VINCENT »

 

L'Ammiraglio Inglese non s'ingannava nelle sue congetture. La flotta che il Camaleonte aveva veduto passare e che egli aveva traveduto, fra la nebbia, era comandata dal celebre Brueix, che non bisogna confondere con Brueis, ucciso a Aboukir. Questa flotta aveva ordine di lasciare Brest, di entrare nel Mediterraneo, di veleggiare per Tolone e quivi prendere gli ultimi ordini del Direttorio.

Questi ordini erano di una certa importanza. Il Direttorio spaventato dei progressi degli austriaci e dei Russi in Italia richiamava Bonaparte. La lettera che gli doveva essere rimessa, contestata da uno dei segretari, La Reveillere Lepaux, che pretende nelle sue memorie, o di non averla firmata o di averla firmata senza sapere ciò che firmasse, era concepita in questi termini.

 

« Parigi 7 pratile (26 maggio 1799)

 

« Al Generale Bonaparte comandante in capo dell'esercito d'Oriente.

 

« Gli sforzi straordinari, Cittadino Generale che l'Austria e la Russia hanno spiegato, l'aspetto serio e quasi allarmante che ha preso la guerra, esiggono che la Repubblica concentri le sue forze.

« Il Direttorio ha in conseguenza ordinato all'Ammiraglio Breix d'impiegare tutti i mezzi che sono in suo potere per rendersi padrone del Mediterraneo e per recarsi in Egitto, onde ricondurre in Francia l'esercito da voi comandato.

« Egli è incaricato di concertarsi con voi sopra i mezzi da prendere per l'imbarco ed il trasporto. Giudicherete, cittadino Generale, se potete con sicurezza lasciare

Egitto una parte delle vostre forze ed il Direttorio vi autorizza, in questo caso" a confidarne il comando a chi crederete più conveniente.

« Il Direttorio vi vedrebbe con piacere rimesso alla testa delle armate Repubblicane che avete tanto gloriosamente comandate fin'ora.

 

« Firmati ‑ CREILLARD, LA REVEILLERE LEPAUX E BARRAS »

Si è veduto dalla lettera dell'Ammiraglio Conte di S. Vincent, che aveva indovinato il vero scopo della flotta francese, passando dall'Oceano nel Mediterraneo. Ma Ferdinando che non aveva il colpo d'occhio tanto sicuro quando il Commodoro Inglese ebbe molto timore, e represse questo timore con il seguente proclama.

 

FERDINANDO

 

« Per la grazia di Dio, Re del Regno delle Due Sicilie di Gerusalemme; Infante di Spagna; Duca di Parma Piacenza. Castro, Gran Principe ereditario di Toscana ec. ec.

Miei fedeli ed amati sudditi.

I  nostri nemici, i nemici della Religione e di qualunque Governo regolare, in una parola, i Francesi battuti da per tutto tentano ancora un ultimo sforzo.

a Diciannove vascelli ed alcune fregate (unico avanzo della spirante lor potenza marittima) sono usciti dal Porto di Brest, e profittando di un colpo di vento favorevole, sono entrati nel Mediterraneo.

« Essi forse tenteranno di liberare Malta dal blocco, e si lusingano probabilmente di poter correre in levante verso l'Egitto, prima che le formidabili, e sempre vincitrici squadre Inglesi possano raggiungerli. Ma trenta e più vascelli Britannici terranno loro dietro, oltre le squadre Turca e Russa che sono nell'Adriatico. Tutto promette che i devastatori Francesi pagheranno ancora questa volta la pena di un tal disperato non meno che temerario ed estremo tentativo.

« Potrebbe però accadere che nel nostro passaggio su queste nostre coste di Sicilia, essi vi tentassero qualche momentaneo insulto, e che costretti dagl'Inglesi o dal vento, tentar volessero l'entrata in qualche porto, o rada di questa Isola. Prevedendo dunque la possibilità di questo caso, io mi rivolgo a voi tutti fedeli ed amati miei sudditi, bravi e religiosi Siciliani. Ecco un'occasione da mostrarvi qual siete. Siate vigilantissimi su tutti i punti della costa, ed all'apparir di qualunque legno nemico, armatevi, accorrete al punto minaccioso, ed impedite qualunque insulto, qualunque sbarco tentar volesse un tal crudele, sovvertitore ed insaziabile nemico, come accorrevate un tempo contro delle incursioni de' Barbari. Peggiori di questi, più avidi di preda, e più inumani sono i Francesi. I capi Militari, la mia truppa di linea, e le Milizie co' loro capi accorreranno con Voi alla difesa. E, se oseranno sbarcare, provino essi per la seconda volta il coraggio della brava nazione Siciliana. Sì, mostratevi degni de' vostri antenati. Trovino i Francesi in questa Isola la loro tomba.

« Se i vostri maggiori combatterono in favore soltanto di un re lontano, con quanto maggior coraggio ed ardore nol farete voi per difendere il vostro Re e Padre ch'è qui fra Voi, alla testa del bravo suo popolo; la vostra tenera Madre e Sovrana, la sua Famiglia tutta affidata alla vostra fedeltà ; la nostra santa Religione, i nostri Altari, le vostre proprietà, i vostri padri, le vostre mogli, i vostri figli? Gettate uno sguardo sul vicino Regno infelice. Vedete quali eccessi vi commettono i Francesi, ed infiammatevi di un santo zelo, giacchè la Religione istessa vi comanda d'impugnar le armi contro tal sorta di rapaci ed ingordi nemici, i quali non contenti di devastare una gran parte dell'Europa, hann'osato di mettere le sacrileghe loro mani sulla sacra Persona del Vicario istesso di Gesù Cristo e trascinarlo prigioniero in Francia. Non gli temete. Iddio animerà il nostro braccio, e vi darà la vittoria. Egli già si dichiara per noi .

« I Francesi sono stati battuti dagli Austriaci e dai Russi in Italia, nella Svizzera, sul Reno, e finalmente finanche da' fedeli paesani realisti in Abbruzzo, in Puglia ed in Terra di Lavoro.

« Chi non gli teme, li vince, e le loro vittorie non sono state per l'addietro, che l'effetto della viltà e del tradimento. Coraggio dunque o bravi Siciliani. Io sono qui alla vostra testa. Voi combatterete sotto gli occhi miei, io premierò chiunque si distinguerà pel suo valore. E così potremo anche noi partecipare della gloria di aver sconfitto gl'inimici di Dio, del Trono e della Società.

 

Palermo, lì 15 maggio 1799

 

« FERDINANDO B. »

 

« GIOVANNI ACTON »

 

Il giorno innanzi, il Re scriveva al Cardinale.

 

Palermo, 14 maggio 1799

 

« Eminentissimo mio. Finalmente ieri ricevei la Vostra del 30 dello scorso aprile scrittami da Policoro. Le notizie che mi mandate non sono certamente dispiacevoli, specialmente se lo sbarco dei Russi e Turchi è di qualche conseguenza, quelle che qui posso darvi con questa, sono di natura ben diversa, giacchè ieri sera ricevemmo sicura notizia che la Squadra Francese uscita da Brest composta di 19 vascelli di linea ed altri 16 minori, profittando d'un momento favorevole, alla barba degli Inglesi è entrata fin dal giorno 5 nel Mediterraneo: ciò potete figurarvi in quale angustia ci tenga ad ogni mo mento potendoceli veder comparire su queste coste.

« Nelson procura riunire tutte le sue forze con ragione qui, ma ciò non lascia di dissestare tutte le altre operazioni riguardo a Malta e Napoli. Qualunque notizia più fresca arrivi non mancarò di farvela subbito pervenire; intanto vi mando la continuazione delle notizie di Trowbridge, quelle venute ieri, non essendosi ancora tradotte. Relativamente alla condotta da tenersi con i Ribbelli mi rimetto a quanto lungamente vi prescrissi sull'assunto, ed a quanto vi risponde il Generale. Per il grano ed oglio che di loro conto avete, potete esitarli servendovi del danaro che ne ritrarrete per i Vostri bisogni. Ritorna costì a Voi diretto un certo Valentini, che si vanta esser quello che ha preso Cosenza, se è veramente così bisogna premiarlo come ne riceverete l'ordine, ma della maniera come decanta tutte le sue azioni io le credo un poco esaggerate.

« Conservatevi, fate cose buone e credetemi sempre lo stesso. « Vostro Affezionato

 

« FERDINANDO B.

 

Da parte sua, la Regina scriveva, in data del 17 maggio.

 

17 Maggio 99

 

Vengo con questa mia a parlare a Vostra Eminenza di cattive e buone nuove che abbiamo ricevute Cominciando colle amare le dicho che la squadra francese è uscita di Brest il 25 aprile ed a passato lo Streto di Gibilterra ed entrata nel Mediterraneo il 5 di maggio a scapato alla vigilanza di due squadre inglese quella dell'Amiraglio Bridgport che credendo che potesse correre in Irlanda ci si ed buttato, ed perciò l'ha lasciata venire senza inseguirla e quella dall'Amiraglio Jervis che avendone ricevuta notizia ed andato per incontrarla e l'ha sbagliata e tanto ed certa che forte di 35 Vele a passato lo stretto 19 e 23, sono li Bastimenti e Vascelli di Linea, nella sicureza ove eravamo di due squadre postate prima l'Amiraglio Nelson a divisa e suddivisa la sua squadra e si trova ora a Palermo con solo Vascello e uno Portoghese che fanno due contro 22, ciò non lascia di allarmare si ed spedito a tutte le parte per ordinare il più solecito ritorno ma ciò produce molti mali devono ritornare quelli che Blocano Maltha e le Isole di Napoli, non restandoci che delle fregate e Cutter, perchè Nelson deve radunare la maggior forza che puole per salvarci di un bombardamento di un colpo di mane ma io spero essendo già passate undici giorni che non venghino più, ma siano andati a Tolone per prendere truppe di sbarco e se lasciano tempo le squadre di S. Vincent verranno e Nelson radunerà la sua e potrà resisterli e spero al Cielo batterli, la mia imaginazione ed che vadino a portare vivere e levare l'assedio di Maltha indi corrino a prendere Buona parte e se lo portino in Italia, in soma questo notizia ci ha molto disturbati, potrebbe pure essere che sempre levando il blocho di Maltha corressero verso Costantinopoli, e fare una vasta divisione alli russi Turchi, potrebbe in ultimo pure essere che correndo * levare il blocho di Napoli ci imbarcassero truppe che dificoltaranno visto li progressi delli Austriaci a uscirne e con qualche migliareto delli nostri fanatici, andassero ad attaccare la Sicilia ma come tutti queste operazione esigono tempo, vi sarà anche quello di riunirsi la squadra di Nelson e di ritornare quella di S. Vincent nel Mediterraneo e a forza uguale con Inglesi sono tranquilla del successo il male ed che la squadra di Cadice resta senza blocho e se vuole puole uscire ed augmentare il numero de' nemici, e li francesi faranno di tutto per farcelo fare, queste sono tutto cose che fra pochi giorni si sviluperano quello che ed sicuro se si ha la fortuna di battere questa squadra Repubblicana completamente sarà l'ultima non restandole fuorchè questa neppure un Vascello ma non ha lasciato di tenerci molto inquieto ed era ancora[*1] , mentre una loro comparsa prima che le forze sieno radunate sarebbe fatale per venire alla buona nuova li austriaci e Russi battono intiera e completamente li francesi in Italia, da una fregata inglese partita il 5 di questo da Livorno, abbiamo che li francesi sono stati quasi distruto a Lodi in una battaglia sanguinosissima o Lodi alla segueta della quale l'Imperiali sono entrati senza resistenza a Milano alle acclamazioni del Popolo che avevano ingiuriato befegiato il loro Governo fugendo hanno parimente preso Ferara, Bologna dove i Russi hanno passato a fila di Spada tutti quelli che insultarono linocente Gran Duca con sua famiglia, ritirandosi ed il 5 la mattina si aspetava il Gran Duca coll'armata imperiale a firenze una collona austriaca marciava verso Genova ed un altro verso Piemonte nelle fortezze delle quali i francesi si sono ritirati dopo tutto queste vittorie, calava ancora 40.000 uomini freschi per combattere sotto il Generale Strasoldo e spero vogliono in breve liberare tutta litalia, si fa attualmente lo boletino di tutti questi fatti che quando che quando sarà stampato mandero a vostra Eminenza come ora li mando due copie dell proclama che fa il Re alli Siciali e che si mandera in Provincia non volendo ancora troppo animare la capitale, temendo troppo moto ed che possino nascere delle iregolarità riserbandosi all ultimo bisogno a tutte animare e portar avanti Aspeto con somma impacienza le notizie di Vostra Eminenza, tutto quello che essa fa e dice facendo sempre la mia amirazione per la profondità del pensare e savieza delle massime, malgrado ciò devo confessarli non essere di suo parere circa il dissimulare e obliare, anzi premiare per guadagnare i Capi Bricconi nostri, non sono di questo parere non per spirito di vendetta, questo passione e ignota al mio cuore e se per rabbia parlo come se ne avessi nel fatto provo e sento non averne vendetta nel mio cuore, ma parlo per il somo disprezzo e pocho conto che fo de nostri scelerati, che non meritano comprarsi nè guadagnarsi ma allontanarsi dalla Società per non corompere li altri, li esempi di clemenza perdono e sopra tutto di remunerazione e una nazione così vile corrotta ed Egoista come la nostra non inspirerebbe gratitudine riconoscenza, ma invidia pentimento di non averne fatte altre tanto e farebbe più malle che bene lo dicho con pena e da essere punito di morte chi avendo servito il Re come CARACCIOLO, Moliterno, Roccaronwna, Federici ce., si trovino larmi alla mano combattendo contro di lui li altri tutti deportati con l'obbligo da loro sotto scritto secondo li gradi dell reato e impiegho di avere la pena straordinaria a perpetua carcere severa se ritornano confescazione di bene e portarli o in America o le difficoltà ed spese essendo soverchie in Francia, luogo di loro piacere, ma con lobbligo giudizio fatto e sottoscritto di non tornare in Regno queste non aumenteranno la forza francese non avendo ne corragio ne energia non aumenterano i danni a noi per listesso raggione, e ci liberano di gente perniciose scostumate che mai di buona fede si emenderano e la perdita anche di qualche migliaio di simile individui e uno guadagno per lo stato fatto questo esatto ed esenziale ripurgho appogiato non alle delazione ma alli fatti servizi impieghi da loro alli nemici dell loro Re e Patria prestato fatto questo ripurgo indiferentemente su cavalieri dame ogni classe o persona sulla giustizia con oculateza ricercha e senza riguardi allora dopo bisogna mettere pietra ed oblio alle indegnita commesse ed le più severe proibizione di non ardirsene più ne parlare ne ramentare alfine che tutti stiano inquieti e non aprire una palazo alle dissenzione e calunnie ed odie private ‑ ma per il principio credo il sommo rigore di tutta necessità non ed questo una felonia di aversi datto ad un altro Sovrano, ma il sovertimento di tutti i principi di Religione dovere Gratitudene e che lesperienze di tanti altri dovere farle conoscere, crederei la clemenza nocivissima da loro creduta deboleza e che non ci assicurerebbe un momento di tranquillita, ed il Popolo di cui la fedeltà non ha vacilato lo vedrebbe come un atto di ingiustizia questa nuociva clemenza, credo che per il stato, la quieta, sicureza tranquita futura sia necessaria il ripurgho più migliore di persone quali non aumentavano le forze della Francia ed assicurerano la nostra tranquillità ed è ciò tanto il mio sentimento che preferirei non tentare di riprendere Napoli aspettando la forza impotente, per prenderlo ed eseguirlo, questo intiero ma con giustizia e su delle base fissata, ripurgo sollo potendo assicurare la nostra futura tranquillità che non potendo ora per mancanza di forza eseguirlo, preferirei non tentare di riprendere Napoli che di riprenderlo con tutta quella infezione. Già le armi Austriache Russe vanno avvicinandosi, avrei preferito che i Russi a noi destinati fossero arrivati e che noi avessimo riconquistato il Regno, ma in ogni caso bisogna accettare il soccorso di qualunque lato vengha, per me non sarò mai per perdonare a Gente che sono lunica Colpa della perdita del Regno lo Potria sarebbe cio un pessimo esempio scorigerebbe li cattivi pochissima truppa nemica un popolo in massa fedele ma timorato si ed perduto il Regno per li solli cattivi e questi devono essere per sempre espulsi puniti li perdono di cuore ma non so cambiare la massima per qualche centinaja di meno infetti non sofrira la popolazione mancanza per de' nobili diminuiti se ne creeranno de' nuovi ed tutti quelli che realmente si distingueranno per la patria ma li cattivi mercati provati vanno tolti per sempre dalla Patria che hanno traditi uomini o donne senza riguardo, io Cosi la penso sottomettendolo ai lumi di Vostra Eminenza e cosi li miei Amici Amiche vanno allontanate entrando in quella rubrica come i miei nemici personali rimunerati, si fanno bene al pubblicho una Giustizia esatta ma breve e severo esatta. Perdoni Vostra Eminenza che lanoyo cosi a lungho in questo oggetto ma li ho voluto dire i miei sentimenti de' quali non mi allontanero mai preferendo tutto o avere il Regno con quella profonda Corutela la Nazione e dolce pieghevole per non dire debole ha bisogno di premio e gastigo per condurla e frenarla e quale migliore occasione della presente per esiguire questi due sentimenti basta Vostra Eminenza sapra meglio di me quello che ed necessario non mi creda ne cattivo cuore ne tiranna ne vendicativa Sono pronta a accogliere perdonare a tutti ma credo che sarebbe la perdita dei due Regni quando il giusto rigore ripurga ne puole essere colle altre massime da prendersi la salvazione ‑ Addio desidero vivamente ricevere presto sue nuove e che siano felice. Sono con vera stima Riconoscenza e Gratitudine sua vera Eterna ed affezionatissima Amica CAROLINA

 

Palermo li 17 maggio

  1799

 

Li mando due copie del Proclama per la Sicilia per causa della Squadra che non si dara che nel Regno ma non a Palermo per non fare troppo rumore.

Li 17 dopo pranzo ‑ Ci ed venuto l'aviso che Napoli Capua tutto ed evacuato e non vi sono più francesi, chi dice che a S. Elmo vi sono ancora 500 uomini francesi e chi nemmeno questi ed io sono di questa ultima Versione mentre hanno troppo Cervello i Francesi per lasciare 500 uomini loro perduti hanno Evacuato Capua e Gaeta ed io credo che prenderanno qualche posizione vantaggioso nelle montagne questo e una notizia favorevole benche li nostri briconcelli fanno li zelanti mi figuro con che timore il Castello dell'Ovo e guardato da 300 studenti Gran parte Calabresi e così li altri a questa buona notizia si agiunge quella di essere già 10 Vascelli in vista Inglesi che in questa notte o domani spero saranno riuniti ed ecco il maggiore dai pericoli passato ed comincio a respirare vorrei poter dare a questa lettera le ale per far sapere a Vostra Eminenza tutte queste nuove ed assicurarle di nuovo della Costante stima e riconoscenza colla quale io sono sua grata e Vera Eterna Amica.

 

 

 

 

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 [*1]         Si vede che la Regina era colei la quale più di ogni altro s'avvicinava al vero.