CARLO DE NICOLA

DIARIO

NAPOLETANO

 

 

FEBBRAIO 1799 

 

 

 

Addì primo febraro venerdì. I rumori tra' membri del Governo provisorio e municipale continuano. Ieri sera vi fu un attacco tra un cittadino e il Presidente del Governo provisorio Laubert, si lagnò il primo di oppressione e tirannia, il secondo si vuole che gli avesse risposto: che nella tirannia doveva gemere. Corsero amendue dal generale Championnet, ma nol trovarono. Un altro cittadino di cognome Palomba si dice che sia colui che faccia guerra al cittadino Rotondo, ed un altro, a nome Gennaro Greco, dicesi che abbia avanzato le sue rimostranze contro tutti i membri del Governo provisorio e municipale. Quest'oggi si è detto che Rotondo avesse rinunziato.

 

Il cittadino Mario Pagano è arrivato questa mattina, si aspettava con ansia, perché a lui e all'altro cittadino Abbamonte, è addossato il carico dell'organizzazione del Tribunale di giustizia. Si dice essersi trovata satira sotto l'albero della libertà; è sicuro che si sono situati cannoni sotto il medesimo.

 

Questa mattina un legno da guerra Portoghese avanzatosi sino sotto il cannone de' nostri forti aveva predate due polacche Sorrentine, una carica di grano, l'altra di olio. Gli hanno fatto fuoco contro i fortini della Torre dell'Annunciata, delle tre torri al ponte della Maddalena, la Panatica, e s. Lucia a mare, ed il castello dell'Ovo. Ha lasciata la preda ed è andato via. Si continua a fortificare il cratere per quanto è possibile, temendosi qualche sorpresa dalla squadra Inglese e Portoghese. Più editti si sono anche promulgati quest'oggi. Uno relativo agli alloggi degli uffiziali francesi che il Generale vuole si contentino del solito trattamento del loro ospite, giacché sono tutti distribuiti per le case de' particolari, benestanti specialmente. Altro con cui il Generale proibisce che i suoi prendano roba senza pagarla, e si offre di rifare chi fosse in danno. Un terzo è relativo alla consegna delle armi, altro per la formazione della guardia civica[ 1] . Ma quello che più degli altri interessa è uno che ordina il pagamento di due milioni e mezzo di ducati da farsi dal comune di Napoli e casali fra dieci giorni in moneta contante, o in oro ed argento lavorato, in conto della tassa da pagarsi per le spese e mantenimento dell'esercito francese.

 

Si è ordinato pure che chi si trova fuori della capitale fra tre giorni debba restituirsi nella medesima, ed è proibito a chiunque di uscirne senza permesso. Molti proclami ed inni si son dati alle stampe, ma non son tutti da lodarsi; taluno ve n'ha che spira libertinaggio più che libertà. Il fondamento della Republica dev'essere la virtù, chi tenta distruggere il costume attacca di fronte la virtù. Iddio dia lume a me ed a tutti.

 

Sabato 2 febraro, 14 Piovoso. Quantità di proclami si son continuati a publicare quest'oggi, i più interessanti son quelli che riguardano la organizzazione de' diversi ripartimenti, come dei comitati e Tribunali. Per questi si è ordinato che debbono continuare come prima finché non venghino diversamente organizzati. Il solo Tribunale di Polizia, ultimamente eretto in Napoli, resta abolito, come un'istituzione tirannica.

 

Essendosi annunziata al publico una collezione di tutti i proclami potrò unirla a queste memorie per arricchimento delle medesime se mai arriveranno alla posterità.

 

Lo stato di convulsione intanto continua fra i membri del Governo provisorio e quelli della municipalità. Ci sono rumori e dissensioni. Si son rinnovate le accuse contro il cittadino Prosdocimo Rotondo ed altri cittadini incaricati, e quest'oggi doveva decidersi di tali accuse. Si è attaccata la destinazione dei due ex nobili Moliterno, ed ex principe di Angri all'ambasciata di Parigi, e si è impedita, non volendo che si affidi a due che possono credersi ancora aristocratici. Per la città veggonsi ogni giorno situare de' cannoni, e questa mattina se n'è situato uno innanzi al palazzo d'Angri, come ieri se ne trovarono due situati sotto l'arbore della libertà. Si teme per mare una sorpresa dai vascelli Inglesi, e sa il Cielo se potrà esentarsene nello stato in cui è la Nazione senza legni da guerra incendiati, fondati, o donati agli Inglesi dal passato Governo per motivo appunto di lasciare la città esposta dalla parte di mare. Pozzuoli ieri non volle rendersi, e bisognò usare la forza con danno di quella città che fu esposta al sacco. Il castello di Baia resiste tuttora. Nelle Calabrie, si dice, che vadino reclutando gli agenti di Pignatelli, cioè Pasquale Bosco, Giambattista de Simone, detto Scassacase, Castrone ed altri. Nella Puglia montuosa anco si crede che vi sia del fermento. Entro la città poi sono in effervescenza più partiti, v'è il popolare che vegeta ancora, vi è l'aristocratico, il republicano, l'indifferente, e '1 tollerante; a momenti dunque possiamo vederci di nuovo in mezzo al sangue, alle carneficine e i disordini. Il generale Championnet continua a dar prove di sua moderazione, ma vi sono delle teste riscaldate che fanno tremare. Si era detto che volevasi far seguire una disfida tra cento nostri lazzari colle pietre e cento Usseri francesi a cavallo con la sciabla, ma grazia al Cielo non è vero.

 

Championnet con una lettera diretta alla municipalità ha fatto sentire il suo rincrescimento per le insolenze che commettono i suoi soldati, incarica i cittadini ad arrestarli per darne severo esempio di giustizia, proibisce il riceversi i loro biglietti di bono, ed ordina che se non pagano danaro contante i cittadini non siano obbligati a dargli roba. Si offre di pagar egli quelle somme che importassero, e i cavalli, vetture, carrozze, che i suoi avessero prese senza pagare, insomma i suoi ordini spirano giustizia. Si è ordinato anco con un editto che si dovesse restituire tutta la roba dirubata dal Palazzo Reale e case particolari, come pure i disegni e le stampe tolte dalla Stamperia Reale, promettendosi di pagare il prezzo a chi le restituisse.

 

Molti frati, si dice, che siansi secolarizzati, e mi è stato anche detto che ve ne sia stato uno che siasi veduto sposare sotto l'arbore della libertà. Finirò la giornata di oggi rapportando l'aneddoto che segue. Si narra che si presentò ieri al Presidente del Provisorio Laubert un monaco, e s'introdusse col signor Presidente stimatissimo, antica formola da noi usata. Laubert lo ripigliò dicendo: ancora volete rompermi il capo con questi titoli, io sono un minchione come voi, e alla fine del mese tornerò a fare lo spezial[ 2] e. Dite quello che vi occorre e niente più. Io sono monaco, aggiunse colui, e bene ciò lo veggo, replicò Laubert, che perciò? Voglio secolarizzarmi, rispose il monaco, e Laubert benissimo, e rivolto ad una sentinella, date una giacca rossa a questo cittadino. Adagio, ripigliò il frate, dovete ordinare che il monastero mi faccia un assegnamento, altrimenti non posso vivere. Siete adesso un birbone, gli rispose Laubert, se volete lasciare di esser monaco[ 3] , pigliale un fucile e fate il soldato come ho fatto io e viverete, se volete che vi dia da vivere il monistero, seguitate ad esser monaco, andate.

 

Domenica 3 febraro. Lo stato nostro sempre più diviene peggiore. Il popolo è in fermento, mal soffre i Francesi, anche perché da questi si son tentate delle violenze colle donne, cosa che rincresce moltissimo a questa popolazione. E' vero che il Generale cerca di tenerli in freno, ma non è possibile impedire i disordini tutti, intanto si sente che di notte sieno stati ammazzati, tra questi giorni, più di un centinaio di Francesi. I partiti diversi accrescono ed accalorano, i legni Inglesi si dice di sicuro che siano a vista di Capri, per accostarsi quando sia tempo. I presidi di Catanzaro e di Lecce, Wispeare e Marulli, assoldano in quelle provincie, e le truppe francesi non sono di tanto numerose da poter tenere Napoli in freno, e sedare la insurrezione nel Regno. Si aggiunge a tuttociò che cominciano ad esservi dei malcontenti negli stessi patriotti glubisti, e questi anco fanno partito, e vi deve essere un partito armato giacché fra le armi consegnate al numero di 80m., non si trovano 12m. pistoncini rigati, che sono le armi sicuramente più offensive. Ho inteso da gente del popolo dire, che il Re tornerà in Napoli, che i Francesi dovranno andarsene via, o se ne farà una filza come ranocchi. Voci che mi fanno temere da un giorno all'altro un massacro, che questa sera è stato già per accadere. Il motivo, l'occasione, non è nota, ma è sicuro che vi è stato attacco tra il popolo e i Francesi, colla peggio di questi, per cui si son caricati i cannoni a mitraglia, si son postate le guardie per tutte le piazze, si è chiamata la truppa a ritirata, e i castelli si son disposti a far fuoco. Chi dice che sia stato per la sfida delle pietre, chi per le insolenze che i Francesi volevano commettere. E' certa però la commozione, ed io che mi son trovato fuori casa, ho veduto verso le ore 24, ritirandomi a tutta fretta, lo spavento e l'agitazione in tutte le persone che si andavano ritirando, restando Napoli a quell'ora deserto e tutto chiuso: spettacolo lacrimevole per chi sa l'affluenza della gente a quell'ora.

 

Fra queste agitazioni, in uno stato così precario, quest'oggi il Comitato di Polizia ha mandato ordine a' capi di Tribunale che si cominciassero questi a reggere da domani, mentre correrebbero le ferie baccanali pel calendario antico; ed avrebbero dovuto aprirsi giovedì. Le disposizioni date sono, che si continuino sul piede antico, ma che quello che chiamavasi Sacro Regio Consiglio, si chiami Supremo Consiglio Nazionale; quello che chiamavasi Camera Reale, si chiami Camera Nazionale Consultiva; che i Ministri e Professori legali non vestino più abito spagnuolo, cioè la toga i Ministri, e l'abito nero con parrucca tonda, cappottino o pagliettino in gola i Professori. Che si tolga l'uso di scrivere i decreti e le formole in latino, si cancellino gli emblemi tutti della Monarchia, s'innalzi sulla porta del Tribunale lo stendardo tricolore. Tutto, però interinalmente finché non saranno i Tribunali medesimi diversamente organizzati.

 

La municipalità ha pubblicata la nota degli ascritti al primo battaglione della milizia urbana che sono al n.° di 1100. I buoni patriotti sono alla testa con differenti gradi, gli altri tutti son arrolati soldati, essendovi degli ex nobili, ed ex galantuomini..

 

Francesco Palomba, Francesco Lauria, Gaetano e Ferdinando Ferri, hanno affisso i loro proclami per giustificarsi dell'imputazione fattagli d'essere state spie dell'inquisizione di Stato nel passato Governo, ed invitano i cittadini tutti a far noto ciocchè su tal particolare sapessero di loro, e ciò ad oggetto di ottenere la dichiarazione del Comitato di Polizia della loro innocenza.

 

Lunedì 4 febraro. Questa mattina si sono aperti i Tribunali, tanto i Ministri che i Professori sono andati cogli abiti proprii e col cappello in testa; essi sono entrati nelle Ruote, e così hanno arringato gli avvocati. Il Consiglio, dopo essersi unito nella Ruota grande, si è separato per le quattro Ruote, ed il caporuota decano, Diodato Targiani, ha presa la parola, ed ha detto agli astanti: «cari cittadini noi dobbiamo unirci per trattare di qualche affare, ci permetterete di poterci chiudere ». Ed essi, sono usciti fuori, senza che si fosse fatto, come solevasi sotto la Monarchia, che al suono del campanello uscivano tutti senz'altra cerimonia.

 

Altra novità, almeno per quanto io sappia, non vi è stata quest'oggi, ma essendomi portato verso le ore 24 a visitare il cittadino Mario Pagano, uno de' membri del Governo provisorio, lo stesso mi ha detto che poco prima si era sciolto il Governo medesimo, essendosi trattato della materia dei Fedecommessi, con essersi risoluto di abolirli, restando la roba in mano degli attuali possessori, con obligo di dare ai secondogeniti, ove ne fossero, in proprietà quello che prima avevano in semplice vitalizio. Mi ha detto pure che da oggi innanzi le risoluzioni attinenti ai publici stabilimenti si sarebbero fatte non più chiuse, ma in publico, acciocchè ciascuno dir potesse il suo sentimento.

 

Finalmente mi ha detto che due grandi oggetti li tenevano a tortura, uno era il mantenimento dell'armata francese, non essendovi donde prenderlo; l'altro era di trovare il mezzo da restringere in carcere tutti i rei che nel corso dell'anarchia del popolo rivoltato eransi fatti uscire dalle carceri. Mentre il far arrestare tutti costoro poteva dar causa ad una seconda guerra civile, e lasciarli liberi dar luogo a delitti. I Banchi sono pure un oggetto di considerazione perché la folla cresce tutto giorno, e non vi è numerario, essendo stati in tutto spogliati, e questa mattina una truppa di popolo voleva dar fuoco al Banco della Pietà. Mentre mi trattenevo nella via col detto cittadino, è venuto un patriotta a dire, che al Molo piccolo e Mandracchio, la gente tutta cacciava via il mobile, e cercava fuggire per la notizia sparsa che la flotta russo‑ottomana accostavasi per bombardare la città. Se questo si avvera che altro eccidio vedremo, Iddio ci aiuti.

 

Martedì 5 febraro. La giornata di oggi è stata più quieta delle altre, né si è conosciuto affatto l'ultimo giorno di Carnevale, come Carnevale non vi è stato affatto, così la gente ha continuato a non dimostrarne alcun segno. Proclami non ne sono mancati, due fra gli altri ne ha publicati Championnet, uno di poche riga, il cui senso era: « Qualunque Francese turberà la vostra quiete o Cittadini, sarà immediatamente privato di vita; ma se voi gli maltratterete o insulterete, sarete immediatamente condotti al Comitato militare e fucilati ». L'altro era ben esteso, e cominciava « che l'indisciplinamento della truppa francese aveva richiamata la sua attenzione per cui veniva a dare i più severi regolamenti per porla in dovere ». Lo riassumerò subito che lo avrò presente. Replicherò sempre che la nostra ventura è stata di essere qui venuto questo virtuoso e cordato Generale e non altro. Egli risolve tutto con avvedutezza e senza passione. Il rumore di l'altro ieri, perché causato dai suoi soldati, questi soli ha punito, ed ha scusato il popolo. E pure non si crederebbe che vi sono di quei che diconsi patriotti che ne condannano la dolcezza.

 

Non mancano notizie di rumori nel Regno, o per meglio dire per le provincie. Ho letta una lettera in cui il cittadino Pasquale de Cola, scrivendo ad una persona dice, essere sconsolato per la perdita di un fratello, che inviato a Venafro colla qualità di Commissario della Republica accompagnato da una partita di cavalleria francese, ne era stato ivi trucidato con la partita intera. In varii altri luoghi si sentono gli stessi rumori, specialmente nelle Calabrie, per cui si aspetta rinforzo di truppe francesi per farle marciare a quella volta. Mi è stato detto essersi inteso del cannoneggiamento verso Pozzuoli, e si crede che il castello di Baia sia in mano degli Inglesi.

 

Il Tribunale di Consiglio Nazionale, Camera dei Conti, G. C. Nazionale, e Consultivo Nazionale, continua a reggersi, e si reggerà ogni giorno; questo mi pare ineseguibile.

 

Mi sono ingannato nel credere che la città fosse stata quieta, in varii quartieri vi sono stati rumori cagionati da piccole contese tra Nazionali e Francesi, ma senza funeste conseguenze.

 

Mercordì 6 febraro. La novità grande della giornata d'oggi è stata quella della tassa. I deputati di questa, partiti per quartieri mandano in giro dei cartellini invitando le persone in quelli a pagare la somma tassata per le ore 23 di questa giornata medesima, o in contante, o in oro ed argento lavorato.

 

La tassa si è regolata sul notorio, per cui è riuscita per molti gravosa, e per molti è stata anche minorata. Questa operazione però avrà la durata di più giorni, non essendo possibile che termini con uno. Fra i proclami di quest'oggi, due ne accenno, gli altri si troveranno nella collezione. Con uno il generale Championnet accorda altre ore 24 di tempo a portare le armi, minacciando i più terribili castighi a chi non obbedisca. L'altro accorda tre altri giorni di tempo a chi sia fuori della città, acciò in quella si restituisca, comminando in caso contrario di farne aprire le case per uso delle truppe francesi. Per la città non è mancato qualche rumore giusta il solito.

 

Giovedì 5. Nulla dies sine linea. Quella di oggi è stata l'essersi veduto dalla prima mattina molta truppa in moto che ha percorso i luoghi bassi della città, come Lanzieri, Mercanti, Mercato, e pei luoghi medesimi si sono anche postati dei cannoni. I Tribunali si sono immediatamente chiusi, essendosene calato il Ministero che vi era salito. La città ha cominciato a chiudersi, ed il terrore si è sparso per tutto. Si è detto essersi i castelli posti in arme, e in quello di s. Elmo essersi chiuso il generale Championnet. Si è saputo che tutto era per la visita domiciliare per le armi che i popolani non hanno consegnate, specialmente quel pistoncini rigati, dei quali seimila ne furono presi dal popolo, ed appena cento se ne trovano restituiti. L'operazione dunque che si è fatta è stata la seguente. Quattro generali alla testa di molta soldatesca hanno girati i designati quartieri con tamburro battente, ordinando che fra un'ora si consegnassero tutte le armi, altrimenti si sarebbe eseguito militarmente. La città intanto è stata tutt'oggi in agitazione, e ad ogni piccolo rumore si vede chiusa, in modo che par non vi sia gente, le strade restano deserte, e chi trovasi per quelle vedesi nel rischio di non aver ove ritirarsi, trovandosi all'istante tutto chiuso. Le voci allarmanti, che vi sia del gran partito realista che vada con danaro sollevando il popolo accrescono; lo spavento è generale; già si dice essersi intercette lettere che avvertirono il popolo ad esser pronto la giornata di lunedì prossimo venturo al segno di una bomba che verrebbe tirata dal castello di Baia per sollevarsi, perché sarebbe pronta a sostenerlo la squadra Inglese. Mi dimenticai nella giornata d'ieri di avvertire che fu publicata pure una lettera di Championnet al nostro Cardinale arcivescovo, colla quale gli diceva che l'armata francese era venuta a proteggere la religione, e perciò facesse tutto quello che credesse conducente al governo spirituale del suo gregge, offrendo la sua sanzione, quando ne credesse il bisogno. Le prediche quaresimali vi sono secondo il solito; ma ieri d'ordine del Generale furono aperti i Teatri tutti che in Napoli sono stati sempre chiusi di Quaresima, specialmente nei primi quattro giorni, essendosi solo da qualche anno in qua permesso degli oratorii sacri in musica e delle prose.

 

Venerdì 8. La più quieta delle giornate è stata quella di oggi, né vi è stata novità alcuna. D'ieri si è saputo che si portò personalmente al Mercato il generale Championnet, dopo averlo circondato di truppa e prese tutte le alture con avervi postati cannoni. Trovò tutte le case e le botteghe chiuse, e quei popolari fumando con massima disinvoltura avanti ciascuno della propria abitazione. Fu avvertito che ognuno di essi aveva una fascia cinta ai lombi che pareva contenesse cosa. All'intimo fattogli di consegnare le armi, risposero che non ne avevano, e che se volevano visitare le case lo avessero fatto, ma facendo eseguir la visita da uffiziali non già da soldati; in caso contrario dovendo essi morire, per non ricevere insulti, avrebbero involta nella loro rovina buona parte della truppa armata ai danni loro.

 

Il Generale con dolce maniera cercò persuaderli a consegnare quelle altre armi che mai conservassero, facendogli capire che ciò facevasi per loro quiete, insomma con le buone maniere gli riuscì indurli alla consegna delle armi che tenevano, e partì acclamato e con quiete.

 

Si è publicato il proclama per la libertà della stampa con l'obligo bensì ad ogni cittadino di firmare quelle produzioni che dar volesse alle stampe, acciò non si stampassero cose ingiuriose e turbanti la quiete publica, né libelli famosi. Nel caso taluno serbar volesse l'anonimo, dovesse firmarsi dallo Istampatore per darne conto. Un altro proclama è stato del Comitato di Polizia ordinante il rispetto ai Magistrati. Non mancano delle voci allarmanti, essendosi detto che siamo minacciati da nuova guerra che ci vien mossa dalle forze acquistate dal fu nostro Re, tanto nelle ex provincie che ne' potentati stranieri, come di Russi, Ottomani, e Tedeschi ancora. La esazione della tassa in conto de' due milioni e mezzo si continua.

 

Sabato 9. Quest'oggi si è innalzato un altro arbore di libertà al largo dello Spirito Santo, ivi trovavasi eretto un modello della statua equestre di Carlo Borbone che doveva situarsi nella cona che è nel mezzo all'anfiteatro ch'esiste in detto largo, e che fu costrutto a tal uopo a spese della città allorché Carlo Borbone partì per le Spagne. Nel momento che si è quell'arbore alzato, si è aperta quella covertura di fabrica che custodiva il detto modello, si è dal popolo fatta in pezzi la statua con mille obbrobrii e villanie, e si è gittata per terra gridandosi «viva la libertà » da quel popolo stesso che venti giorni sono gridava per le stesse strade «viva il Re ». Altri arbori si sono ne' giorni passati innalzati in altri luoghi della città, e continuano ad alzarsene. Lo stesso si fa nel Regno, e si è già avuto notizia che Calabria citra è democratizzata; è cessato quindi il sospetto che vi fosse del rumore in quella provincia. Non mancano bensì in varii luoghi del Regno dei rumori, ed ieri venne corriere da Montella, terra in provincia di Montefusco, che appartiene alla casa d'Angri, che portò la notizia, di essersi là abbattuto l'arbore di libertà, dopo essersi innalzato, e che alcuni tumultuanti minacciavano i galantuomini del luogo, che sono coloro che avevano fatto alzare l'arbore. Lo stesso in altri luoghi è anche accaduto.

 

Un lungo ordine del generale Championnet si è publicato quest'oggi. Con quello condanna questo bravo generale alcune disposizioni senza sua intesa date dal Delegato civile, le corrigge, ed ordina l'esilio del detto Delegato fra 24 ore dalla Republica Napoletana, li stati della medesima e della Republica Romana. Se ne troverà la copia nella collezione, e però non lo riassumo.

 

Domenica 10. Massima quiete nella città vi è stata quest'oggi ed un solo proclama si è veduto affisso. Conteneva la proibizione di potersi licenziare le persone di servizio, gli artieri e lavoranti acciò non mancasse a questa gente il modo di vivere, e non crescessero i malcontenti. Licenziandosi si obbliga il padrone o l'artiere a pagargli il doppio salario.

 

Le notizie del Regno sono varie, perché non mancano nemici in Apruzzo, Puglia e Calabria, e si è sparsa la voce che l'ex conte di Ruvo della casa d'Andria sia stato ammazzato in Puglia con una palla di fucile, chi dice in bocca, chi nel petto, e ciò dopo di aver democratizzato il suo feudo di Andria.

 

Lunedì 11. Questa mattina sono stati portati all'ospedale di s. Giacomo tre soldati francesi gravemente feriti nella testa con colpi di pietra, e tre altri si è saputo esserne rimasti morti nel luogo che si dice essere stato Capodimonte. Non si sa l'occasione, ma si crede per qualche insolenza voluta usare a quei naturali che così li accomodarono. I soldati francesi non si vogliono persuadere che sono in Napoli, e Dio ci liberi un giorno o l'altro di vedere qualche nuovo massacro. Con un proclama della municipalità si è ordinato quest'oggi che dalle case che alloggiano o hanno alloggiati Francesi si facesse rivelo di quelli ne hanno alloggiati e quelli ne tengano.

 

Essendo stata ne' giorni sono arrestata la vedova duchessa di Corigliano Marini, perché andava suscitando il popolo, ora si susurra essere stata fucilata in castello.

 

La milizia urbana si è posta in azione: comprende questa tutta gioventù scelta del fu primo e secondo ceto: gira di ronda di notte e di giorno, e covre anche la guarnigione del castello s. Elmo, il suo quartiere è in s. Tommaso d'Aquino.

 

Martedì 12. Circa le undici di Francia, vale a dire un'ora avanti mezzogiorno, è entrata per la strada di Foria una colonna di circa 3000 uomini di fanteria. Quest'oggi poi verso le tre è uscita collo stesso ordine, cioè con tamburro battente, marcia di banda, e bandiere spiegate per la strada di porta Capuana, si crede che marci verso l'Apruzzo.

 

Quello che dicevasi Regno di Napoli, ed era diviso in 10 provincie che erano le seguenti:

 

Terra Lavoro, ossia Campania ‑ Salerno o Principato Citra ‑ Montefusco, o Principato ultra, anco Irpini ‑ Lucera, ossia Capitanata ‑ Daunia ‑ Contado di Molise ‑ Sannio ‑ Matera, ossia Basilicata, o Lucania ‑ Trani, o terra di Bari, o Peucezia ‑ Lecce, o terra d'Otranto, o Messapia ‑ Chieti Aquila ‑ Teramo ‑ Cosenza o sia Calabria citra, o Bruzii Catanzaro, o sia Calabria ultra, o Magna Grecia.

 

Questo Regno, dicevo, ha sofferto una nuova divisione, ed è la seguente: la Republica Napoletana è divisa in undici ripartimenti, cioè:

 

l. Pescara, città capitale Aquila ‑ 2. Del Garigliano c.c. s. Germano ‑ 3. Del Volturno, c.c Capua ‑ Del monte Vesuvio, c.c Napoli ‑ 5. Del Sangro c.c Lanciano ‑ 6. Dell'Ofanto c.c Foggia ‑ 7. Del Sele, c.c Salerno ‑ 8. Dell'Idro c.c Lecce ‑ 9. Del Bradano c.c Matera ‑ 10. Del Crati, c.c Cosenza ‑ 11. Della Sagra, c.c. Catanzaro.

 

Quale sia la estensione di ciascun ripartimento si vedrà nella legge, che si troverà nella collezione che conservo.

 

 Con altro editto della municipalità si è ordinato, che i lumi dalle finestre dovessero tenersi la notte dai soli primi piani, come quelli che sono più vicini al pianterreno, quindi atti a dar lume, venendosi così a risparmiare l'olio, di cui cominciasi ad esservi mancanza. La città continua la notte ad essere infestata dai ladri, sebene la guardia civica abbia cominciato a farne degli arresti. La notte scorsa si è detto che una partita di questa gente di mal'affare abbia tentato di disarmare un picchetto di soldati ch'è al largo delle Pigne.

 

Mercordì 13. Un'altra colonna di forze più numerosa di quella di ieri è partita questa mattina, si dice, che sia per la Puglia, ma che il termine della spedizione sia per la Sicilia. Di là si ha notizia di esservi delle insurrezioni alle quali dà causa la condotta della Regina ed Acton, ch'è sempre la stessa. Si dice che i due ministri Ferri e Chinigò, che stavano in Napoli con la qualità di consultori, essendosene ritornati a Palermo, sono stati d'ordine del Re posti in arresto. Molta officialità di Marina va ripatriandosi, e si dice che i nostri legni colà sian in sicuro, che i Portoghesi sieno partiti essendo malveduti, e che in Messina abbiano già preso la coccarda Nazionale.

 

Si è publicato il nuovo Calendario che comprende il vecchio e nuovo stile, cioè il Calendario Napoletano e il Decadario francese. La legge concernente i fedecommessi è stata modificata, ordinandosi che restino aboliti i fedecommessi, maggiorati, e sostituzioni in perpetuo; questa è l'espressione aggiunta. In Napoli tutto va rientrando nel suo ordine, si sente però la mancanza del carbone, e vi è carestia per l'olio e sale, perché si teme che manchi. Si è ordinato che tutti i posti de' commestibili che dal primo entrar dei Francesi ingombrano le strade principali, tornati fossero all'antico lor luogo.

 

Giovedì 14. La colonna de' 5m. uomini, che partì sotto il comando del generale Duhesme, si dice che vadi a formar quartiere generale in Serracapriola. Un altro editto del generale Championnet ordina non darsi agli ufficiali alloggiati più di quello che ordinariamente è solito di avere il padrone di casa che li alloggia; o per meglio dire a contentarsi dell'ordinario trattamento dei loro ospiti, senza soverchieria né abuso. A tale editto ha dato causa l'impertinenza di taluni ufficiali che hanno inquietate le case in cui erano alloggiati.

 

Si è dato nuovo sistema alle officine delle Poste, mentre come prima uscivano a lista per ciascun luogo del Regno le lettere, così questa mattina si è annunziato al publico il sistema, che si riceveranno da ciascuno le lettere di ogni luogo in una stessa officina, essendosi in ciascuna delle medesime poste le lettere dell'alfabeto, acciò ognuno domandi le sue lettere in quell'officina ove troverà la lettera iniziale del suo nome. Si è aperta una Sala d'istruzione, ove a ciascuno è permesso portarsi e proporre le sue discettazioni; si è proibito bensì il proporre quistioni sulla Religione, non essendo questa materia disputabile.

 

Quest'oggi è stata la prima estrazione del lotto fatta dalla Nazione, e vi ha presieduto coi ministri Camerali, il celebre Pagliuchella. I Sedili della fu nostra Nobiltà sono stati per ora addetti per la tassa che si fa giornalmente dai governatori di Banco, essendosi cancellate le imprese.

 

Venerdì 15. Sono partiti questa mattina i due ambasciatori straordinarii, Moliterno cittadino generale e l'ex principe di Angri, per andare a Parigi a mettere la nostra Republica sotto la protezione di quella grande Nazione.

 

Anco al nostro Gigante di palazzo, ossia alla statua colossale di Giove Terminale, che sta situata all'imboccatura della strada che dal largo di Palazzo scende a S. Lucia a mare, per la strada anticamente detta Via Gusmana, è stata posta la berretta republicana, la banda tricolore, e lo stendardo Nazionale nelle mani. Le notizie di rumori nelle ex provincie del nostro Regno continuano, sentiremo se saranno sedati dalla truppa che per quelle si è avviata.

 

Sabato 16. Colle lettere venute da Bari si è avuto notizia che alzato l'arbore della Libertà, vi accadde poi piccolo rumore, che fu subito sedato. Ma il giorno seguente si vide assalita la città da circa 60 uomini dei vicini paesi specialmente di Carbonara, mossi dai fratelli di Salenna di detta città.

 

Credevano potersi impossessare della città, ma furono respinti col cannone e fucili dalla popolazione barese, onde si diedero a scorrere quelle campagne dei gentiluomini Baresi, i quali scrivevano che se non arrivava la truppa francese erano in pericolo. Lo stesso si dice vi sia in Giovinazzo, Barletta, Trani, ed altre città di quella ex provincia. Quest'oggi poi si è detto essere ' arrivati i deputati di Calabria ultra che annunziano la democratiz­zazione di quell'altra provincia interessantissima.

 

Ieri dal cannone del castello di Baia fu calato a fondo uno dei legni Portoghesi che impediscono il nostro commercio. Si era il detto armatore avanzato fin sotto il cannone dando la caccia ad una martingana carica di mercanzia; credeva forse che il castello di Baia fosse disarmato, ma salutato dal cannone, fu forato e calò a fondo, restando il solo arbore fuor acqua, porzione dell'equipaggio fu salvato. Domani si alzerà l'arbore al Mercato, e vi sono de' grandi preparativi, essendosi avvisati nientemeno che centoventi professori di musica. La milizia urbana fa delle continue carcerazioni di gente infesta che andava rubando per la città. Pei tanti. richiami di persone, che si querelavano della tassa ad essi fatta per la contribuzione di due milioni e mezzo, si sono eletti 12 deputati ad esaminarla e rettificarla.

 

Domenica 16. Si è innalzato questa mattina l'arbore nella piazza del Mercato con grande musica: vi ha assistito Championnet, ed ha perorato al popolo Carlo Laubert; indi si è sparso fra lo stesso un complimento di dolci e biscotterie. Il popolo ha chiesto al Generale che si permettesse il suono delle campane come prima, Laubert in di lui nome lo ha promesso[ 4] .

 

Si continuano gli arresti di persone che infestano la città: quest'oggi n'è stato fucilato uno innanzi a Castelnuovo. I rumori delle provincie continuano ad esser grandi: ieri sera giunsero due carri di feriti venuti da Monteforte; oggi è partita altra truppa, per cui a Napoli poca n'è rimasta. Corre voce che l'ex Re e famiglia il giorno 12 fosse fuggito di Sicilia, egli e la consorte per l'Inghilterra, la famiglia per Vienna. Si dice che l'Imperatore avesse dichiarata la guerra ai Francesi, ma la credo una ciarla. Si dice che abbia fatto sentire all'ex Re che la famiglia la riceverebbe volentieri in Vienna, ma lui e la moglie no. Si dice che la Spagna anco gli abbia negato asilo; tutto colpa dell'ex Regina, che non si dubita essere stata prima cagione della di lui rovina. Si è detto pure che l'Incaricato di Spagna, ch'è qui, si fosse fortemente querelato per lo sfregio fatto alla statua di Carlo III il giorno che s'innalzò l'arbore al largo Spirito Santo. La città intanto è quietissima, e quel popolo che faceva tanto temere si è tanto interamente acquetato, tanto vero che son tolti dalla città i cannoni tutti che vi erano postati, né più girano pattuglie francesi, ma sole le patriotiche della milizia urbana.

 

Lunedì 18. Non vi è stata alcuna novità interessante nella giornata di oggi, e si starebbe nella massima quiete, se non vi fossero delle voci allarmanti dei rumori della Puglia ed Apruzzi; si dicono venuti più carretti di feriti soprattutto da Monteforte. Si è anche detto che vi fosse in marcia il generale de Gambs con 12m. uomini di truppa di linea. Si dice la guerra dichiarata dall'Imperatore, e le truppe Moscovite già ne' Stati Imperiali. La notizia non pertanto della fuga di Sicilia di tutta la famiglia Reale anco continua. Il generale Championnet ieri sera prese in moglie col rito cattolico la figlia del Principe di Santo Buono. Si è sparsa la voce che lo stesso Generale abbia fatto publico un sogno avuto in cui la Vergine del Carmine, gli avesse raccomandato il Mercato. Vi è chi assicura averlo detto lo stesso Championnet, se così fosse, seguirebbe traccia di tutti i fondatori e conquistatori, e farebbe vedere che sa l'arte di cattivarsi il basso popolo. Quest'oggi si è dallo stesso Generale mandata una nota di soggetti da lui tassati per la contribuzione. La nota ascende alla somma di 800m. docati, e sento che le rate siano di D/. 4m sino a 20m.; vi è fra le persone notate chi assolutamente non potrà adempiere.

 

Martedì 19. La notizia del matrimonio del generale Championnet colla figlia dell'ex principe di Santo Buono, è stata falsa, si vuole che non vi sia stata che la semplice richiesta. Dicesi che il generale Rusca sia stato dimesso, e il generale Dufresne vadi a Salerno. Si aspettano questa sera duemila soldati Polacchi e duemila Cisalpini che resteranno in Napoli pochi giorni per indi passare innanti.

 

La tassa che si va formando tiene in angustie tutta questa popolazione, non tanto pel quantitativo, quanto pel modo e tempo, giacchè deve pagarsi in contante e fra breve tempo. Ieri si fece quella dei D/. 4m. sino a 20, e di questo ne noterò un dettaglio per futura memoria. Questa sera si sta facendo quella della seconda classe, che sarà forse dai mille ai 4m., e così mano mano, fino a che non arriva all'ultima, che sarà dai 10 fino ai D/. 100.

 

Mercordì 20. Si è stampata la tassa per le prime quattro Classi de' contribuenti. La prima contiene quei che devono contribuire dai D/. 10000 fino ai 20000, ed è composta del n° di 25 cittadini, contribuenti la somma di D/. 294000. Fra questi vi è l'ex marchese Simonetti, già Segretario di Stato sotto la Monarchia, tassato per D/. 10000. Il negoziante Verrusio per 20m., il negoziante Gennaro Rossi per 18m., e l'ex presidente Nicola Aiello per 18 m. Nella seconda classe sono compresi 44 cittadini che contribuir devono per D/. 6m. per ciascuno, e fra questi vi sono i monasteri di s. Chiara e s. Gregorio Armeno, l'arcivescovo di Napoli Zurlo, i mercanti Sinno, La Greca, Cerio, e Pietro Gatti, celebre per essere più volte fallito, e per essere stato colui che più degli altri ha fatto il commercio di vendere il contante, e di farlo arrivare al 58 e al 60 per cento, quanto corre oggi. Vi è pure l'ex marchese di Torrecuso d. Carlo Cito, già consigliere privato di esercizio sotto la Monarchia. Il totale di questa classe è in D/. 246m. La terza classe comprende quei che contribuir devono la somma di D/. 5m. per ciascuno; e fra questi i mercanti Picenna, ultimo eletto del popolo sotto la Monarchia, Pietro Catalano, Giacinto Cafiero, l'ex barone Farina, i Benedettini di s. Severino, i Certosini, e la Trinità delle Monache. Contiene il n.° di 18 contribuenti per la somma di D/. 90m. Contiene la quarta classe n.° 50 contribuenti tutti di D/. 4m. l'uno, e fra questi vi è l'argentiere Filippo Aiello, e molti mercanti, ed assentisti del passato governo. La quinta classe poi dovrà contenere quei che dovranno corrispondere D/. 3m., e così da classe in classe, fino a che si arrivi alla decimaquinta, che conterrà quei cittadini che dovranno pagare soli D/. dieci. Della formazione di queste altre 21 Classi si stanno occupando i dodici cittadini eletti a tal uopo, i cui nomi si troveranno notati in margine.

 

Questa mattina si sono trovate murate le porte tutte del Teatro di Separazione, e si è saputo essere stato perché ieri sera vi si si rappresentò una comedia in prosa, il cui soggetto fu un monarca detronizzato e poi rimesso in trono[ 5] .

 

E' stato fucilato un giovane di anni 27, birro di suo antico mestiere, reo di aver avuto parte nel rumore cagionato il giorno 3 febraro, ed arrestato in quel giorno armato di pistola.

 

Il generale Championnet ha ordinato la costruzione di un vascello e di due fregate da farsi nel cantiere di Castellamare, oltre le scialuppe cannoniere. Due altri legni nostri sono già in corso per sostenere il commercio, e si aspetta la flotta Francese uscita da Tolone.

 

Giovedì 21. Si organizzano i Tribunali essendosi cominciato dal Criminale. Ne darò il dettaglio preciso publicato che sarà la formazione di quello. I rumori di Apruzzo si sente che cessino, in Puglia non già, ed in Calabria ultra si comincia a susurrare esservi delle insurrezioni. Il Governo provisorio si sta occupando dell'abolizione della feudalità, delle sopraintendenze che si accordavano alle case magnatizie per impedirne la rovina, e della dichiarazione di essere i beni dei luoghi beni tutti della Nazione. I deputati della tassa dei due milioni e mezzo sono tattavia occupati di quella.

 

Venerdì 22. Questa giornata è stata climaterica, e si crede che lo continui ad essere, susurrandosi che il Re in questa giornata dovesse imbarcarsi e fuggire da Sicilia. In città non vi è stato altro di nuovo, menocché l'arrivo verso le ore 22 di tre martingane provenienti da Sicilia, cariche di marineria e soldatesca licenziata dal Re, che si è restituita alle proprie case. Non ancora hanno preso prattica, per cui è ignoto che notizie portino da quell'isola.

 

Si è fatta dal Provisorio la determinazione di abolirsi le sopraintendenze, essendo libero ai creditori di servirsi di loro ragioni nei Tribunali Ordinarii.

 

Dei rumori nell'ex provincie si sente lo stesso, cioè che continuino, e le voci sono più o meno alterate secondo da chi si spacciono. Il partito regalista le spaccia più allarmanti, il republicano le indebolisce. Sicuramente Bari è chiusa per evitare di essere invasa: Chieti lo stesso.

 

In Calabria ultra, da Polistina, è venuta una staffetta con lettere al Provisorio mandata dal cittadino Raffaele Milano della casa di s. Giorgio Milano: portano che alzato l'arbore in quiete furono assaliti da una compagnia di regalisti levati in massa dall'eminentissimo Ruffo, che fece togliere l'arbore, profondendo danaro assoldava gente.

 

Nel ramo criminale si sono organizzate due Commissioni; una di Polizia composta di un commissario del Governo e cinque giudici, ciascuno de' quali fa da presidente un mese per turno. Ha questa la coercizione dei delitti che non meritano pena oltre i sei mesi di carcere e l'esilio, trovandosi meritare pena più grave, il reo ed il processo deve rimetterlo alla G. C. Nazionale.

 

L'altra Commissione è militare, ma ha l'oggetto di conoscere dei delitti di lesa sovranità del popolo. P, composta di sette giudici ed un cancelliere, volendosi il disbrigo delle cause di Polizia, si limita a cinque giorni tutta la processura, e si proibiscono la tortura e quei criminali che le corrispondano, potendosi solo tenere i rei prima del costituto nella segreta luminosa.

 

Sabato 23. Ne anche si sente che sieno calati a terra quei che vennero ieri da Sicilia, ma si dice che portino la notizia di esservi la Corte imbarcata per Trieste. Portano della moneta nuova battuta dal Re in Sicilia col motto vive ancora Ferdinando IV Re della Sicilia; non l'ho veduta ancora. Avrei dovuto notare da più giorni di essersi aperta una Sala d'istruzione nella casa de' Studj: è aperta a chiunque, ed ogni cittadino monta in tribuna e rende publici i suoi pensieri diretti alla istruzione della Republica. Ieri sera arringò una donna francese per nome madama Laurent.

 

Domenica 24. Questa mattina il generale Championnet ha pranzato a bordo di una delle nostre fregate salvata dall'incendio. Vi erano due altri legni minori anco di guerra, che hanno fatto unitamente alla fregata tre salve d'artiglieria. Si fanno delle fortificazioni a Pozzuoli e Sorrento con batterie alte ed a fior d'acqua per custodire sempre più il nostro littorale.

 

Si è ordinato con editto levarsi tutte le pietre che sono per le strade, ad oggetto di togliere al popolo un'arme che gli dà occasione a muover risse; ciascun cittadino è obbligato a far togliere quelle che sono d'avanti la sua casa, e farle trasportare fuori città. Quest'oggi si è dal Governo mandato il sequestro ai beni del negoziante Gennaro Rossi, per non anco aver pagata la somma tassatagli di D/. 18m., e vi era anche l'ordine del di lui arresto a s. Elmo. E' stato liberato dall'uno e dall'altro da un uffiziale francese suo ospite, il quale è andato da Championnet, ed ha ottenuta la sospensione e l'abilitazione dello stesso. I deputati della tassa continuano ad unirsi, ma sono ben imbrogliati per ben regolarla, tutto dovendo farsi per approssimazione. Il Governo gli ha fatto sentire che stava facendo l'appendice alle quattro prime classi. Non voglio trascurare di notare il seguente aneddoto che ho da uno dei tassatori, servirà per dar idea della maniera di pensare di uno de' nostri. Fu proposto ai tassatori se dovessero dalle rendite dei monasteri detrarre l'importo per pesi per messe, e regolar la tassa sulla rendita depurata da tali pesi. Uno dei deputati tassatori, a nome Francesco Greco, prese la parola e declamando, sostenne, che dovea togliersi una volta questa superstizione, e quindi non doversi fare una tale deduzione. Se gli oppose l'altro deputato Antonio Lanzetta, il quale disse, che posto da parte ogni principio di Religione, dovea considerarsi che le messe davano il sostentamento a tanti cittadini quanti erano i preti, e quindi doversi esentare tali rendite. Il deputato Ilario Pirelli, disse che non voleva caricarsi la coscienza; ed il Lanzetta soggiunse, che non avevano essi facoltà di commutare la volontà dei defunti che avevano i loro beni assegnati per fondare di limosina di messe. Si fece passar la voce intorno e tutti' concorsero nel sentimento di Pirelli e Lanzetta. Ma il de Greco ostinatamente sostenne il suo, e disse che sarebbe andato al Provisorio. Si stabilì dunque di rappresentare, fu eseguito, e si ebbe una risposta che niente decise, per cui vi fu chi disse, che gli oracoli del Governo erano i stessi di prima, per contagio forse rimasto attaccato alle mura del palazzo Nazionale.

 

Per prevenire ed ovviare le frodi de' venditori per lo scarso nel peso e l'alterazione sulle assise, oltre la pena pecuniaria, si aggiunge con editto di ieri sei ore di berlina, ed indi l'esser posti in ferri. Con altro editto si è ordinato che i forestieri tutti, fra cinque giorni, uscir debbono dal tenimento della Republica, quando non siano proveduti di un biglietto di assicurazione e permanenza. Tutti gli agenti poi e incaricati di quelle Corti che sono in guerra con la Nazione francese uscir devono irremissibilmente.

 

Lunedì 25. Ieri sera perorò nella Sala d'istruzione la cittadina Eleonora Fonseca, e recitò un sonetto da lei fatto mentre era in s. Elmo, ed un inno allorché uscì. Costei si dice che estenda il Monitore Napoletano.

 

Questa mattina dovea nel Provisorio trattarsi dell'abolizione dei dritti feudali, ma si è differito. Il rappresentante Mario Pagano ha chiesto quindici giorni di ristoro per la sua salute; io l'ho veduto bene, e mi pare che non sia molto contento dei compagni. Egli ha detto che Napoli avrà la stessa Costituzione francese.

 

Lunedì 26. Si è pubblicato quest'oggi proclama del Provisorio, che decreta il nuovo impronto da farsi alle monete di argento e rame che dovranno coniarsi. Nelle monete d'argento del valore di carlini 12, da una parte vi sarà impressa l'imagine della Libertà col motto intorno «Republica Napoletana »: nel rovescio una corona di fronde di quercia, in mezzo vi sarà scritto « Carlini 12»; al difuori « Anno settimo della libertà».

 

Nella moneta di rame, che si conierà del valore di due e tre grani, da una parte avrà la stessa corona di quercia con in mezzo il valore della moneta, cioè tornesi quattro o sei, intorno alla corona « Anno settimo della libertà ». Al rovescio un fascio di verghe colla scure, dal mezzo del quale s'innalzi un'asta, sulla di cui punta il berretto della libertà, intorno « Republica Napoletana ». Con altro editto si è ordinato togliersi tutte le imprese, stemmi e monumenti che si trovano per le chiese e luoghi publici della città.

 

Notizie di rumori pel continente della Republica si continuano a sentire, e questa sera si sentono approssimati, essendone insorti a Nocera dei Pagani, Vietri, Capua ed Aversa; nella provincia di Montefusco è in rivolta la piccola terra di Volturara, ove furono ammazzati un Commissario e quattro dragoni, per cui vi sono spediti trecento soldati.

 

La milizia urbana sempre più si organizza, essendosi formati gli si è data banda e tamburro ed un uffiziale istruttore, di maniera che va diventando truppa di linea.

 

Monta la guardia al palazzo Nazionale, prende il Santo, pattuglia, e s'incarica di tutti gli arresti. L'ex principe di Torella fu di guardia ieri innanzi la guardia della porcellana da semplice soldato, ed egli stesso fu due giorni sono ad arrestare il Rossi. La notte scorsa è stato arrestato Pascale Castiglia, conosciuto sotto il Governo passato per uno degli emissarii e spioni di Pignatelli. Si crede che siasi scoverto qualche suo maneggio in far partito.

 

L'arcivescovo di Capua Gervasio si dice anche arrestato per la tassa non pagata, ma non so se sia vero. Si è assicurata la notizia di tale arresto, e si sente essersi sequestrati duemila ducati di contante, e molte galanterie, come tabacchiere d'oro, anelli di brillanti, orologi, e simili. E' stato consegnato al Comandante della Piazza.

 

Mercordì 27. La più interessante notizia della giornata di oggi è stata l'improvvisa ed impensata partenza del generale Championnet seguita nel cader del giorno, verso le ore 23 e mezzo d'Italia, essendo stato destinato in suo luogo il genera ' le Magdonal (Macdonald) che si aspetta. Ove sia stato destinato Chanpionnet s'ignora: dicesi che sia a comandare l'armata d'Italia contro l'Imperatore. Si rende verosimile per l'altro accaduto questa mattina, cioè di essersi sugellata la intera abitazione del ministro di Vienna Estorasi. Si aspettano con ansia ulteriori notizie come quelle che interessano moltissimo.

 

Fu arrestato giorni sono, e non mi ricordo se l'abbia notato, il figlio del Preside di Catanzaro per nome Davide Vinspeare. Il Monitore dice ciò accaduto in seguito delle notizie venute che il Preside fuggito in Sicilia, era di là tornato alla testa di truppe e sbarcato nel Pizzo avea fatto spargere del molto sangue, e fatti morire tutti quei patriotti che avea potuto far prigionieri, unitamente a lui fa lo stesso il cardinale Fabrizio Ruffo. In Apruzzo e Puglia continuano i rumori e l'altro ieri partì con 200 uomini di truppa regolata e molti patriotti l'ex conte di Ruvo per opporsi a tali insurrezioni.

 

Per la organizzazione della truppa civica si travaglia giornalmente, e con proclama si obliga alla medesima chiunque sia atto alle armi. Si è posto in attività l'Archivio Nazionale, il Museo, la fabrica della porcellana, e Accademia de' Studj. Sono stati proposti dalla Sala d'istruzione tre avvocati per le cause dei poveri, e si sono nominati due altri con me, senza ch'io niente ne sappia, né abbia premura di avere un tale incarico. Con un invito stampato intanto ed affisso per Napoli si avvisano i cittadini poveri che vogliono tal difesa a portarne le memorie ai due altri avvocati Gius. Toscano e Bernardo Targiani, che aver debbono il carico della distribuzione. I due miei colleghi sarebbero Francesco Lanzetta e Tommaso Agrimi. Questa sera nella Sala d'istruzione si era proposto di mettere una guardia alla porta, ma si è rigettata la proposizione. Il moderatore di detta Sala e catedratico Troisi sacerdote Vincenzo ha quest'oggi insegnato dalla cattedra potersi dai preti contrarre matrimonio, e non vi è bisogno della benedizione del Parroco, che ha egli caratterizzata come una semplice accessione al contratto. L'altro sacerdote e maestro Ignazio Falconieri sta organizzando una compagnia di guardia Nazionale di sacerdoti la maggior parte, facendo egli da capitano. Maiora videbimus.

 

Giovedì 28. E' stata ufficialmente publicata dal Governo una lettera del generale Olivier da ta dal quartier generale di Cava, che fa sapere aver depressi i rivoltosi di Citara e presi dodici cannoni dei quattro che i medesimi avean puntati; promette i dettagli precisi. In Cava e in Nocera si sente che continuano i rumori. Si dice che in Sangermano vi sia gente regimentata che marcia contro Capua. Quello che vi è di sicuro, i rumori son grandi ed in città vi è pure gran fermento nato dalle voci che il Re per Pasqua sarà in Napoli, e si dice siasi trovato cartello sotto al Gigante di Palazzo che dicesse lo stesso. La notte scorsa la truppa è stata tutta sopra l'armi e la milizia urbana ugualmente. Ieri sera stessa arrivò il nuovo generale in capo Magdonald succeduto a Championnet, che si dice essere stato dichiarato capo dell'armata d'Italia che si allestisce per l'impresa contro l'Impero.

 

La tassa fino alla vigesima terza classe, che uscì ieri, ha fatto, crescere i rumori. Questa si vide uscire impensatamente mentre i dodici deputati si occupavano a farla con regolarità ed esattezza. E' stata quindi fatta irregolare ed inesatta, per cui grandi reclami vi sono stati al Provisorio, ed i deputati hanno detto voler publicare un manifesto e far noto non aver essi fatta tal tassa.

 

 

 

 

Manda un messaggio

 

 

 

 

 

 

 

 


 [ 1]          Nota a margine dell' Autore. Di tutti ne conservo le copie stampate.

 

 [ 2]     Nota a margine dell' Autore. Perché abbia fatto uso di questa espressione non so io. Posteriormente ho saputo aver egli fatto lo speziale dopo esser fuggito da Napoli.

 

 [ 3]          Nota a margine dell' Autore. Conviene che si sappia che Laubert fu monaco Scolopio, ed era tale allorché fuggì da Napoli per non essere arrestato, ora veste la divisa militare, ed è Ispettore.

 

 [ 4]     Nota a margine dell' Autore. Laubert perorando al popolo gli ha ricordato l'assassinio fattogli dall'ex Re, e gli ha promesso l'abbondanza e danaro che chiedeva, ma dopo sistemati gli affari sbilanciati della Nazione.

 

 [ 5]          Nota a margine dell' Autore. La rappresentazione fu dell'Aristodemo.