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 Napoli 19 - 22 dicembre 1798

Bartolomeo Forteguerri: lettere al Ministro Acton sul trasporto del denaro e la situazione della flotta.

Lettera del 19 dicembre.

Essendomi portato al Castello e conferito con gli Ufficiali di Artiglieria ho trovato con dispiacere, impossibile l'imbarco del denaro nel corso di questa notte perchè non vi è Cassa che regga neppure all'operazione di essere mossa, perchè fatte di un foglietto di legname con qualche chiodo egualmente di legname e in conseguenza non sostiene quel peso del denaro, che posata a terra, né in alcun modo potrebbe essere issata a bordo senza rompersi ogni Cassa. Per altra riflessione essendo tutto il peso di 500 cantara e richiedendo gran parte della stiva della fregata, bisogna al Comandante della medesima qualche tempo per preparare un locale corripondente nella sua stiva, levando una parte dell'acqua, conforme vado ad avvisarlo

Risulta dunque indispensabile il differire fino a domani a sera e sarà molto se si arriva nel corso della giornata a preparare tutti i recipienti per incassare il denaro; ho proposto all'Artiglieria di darli subito mille barili piccoli dell'Arsenale e con questo mezzo si spedirà presto il lavoro e si potrà trasportare, issare e stivare con facilità, tanto più che comparirà tutta altra mercanzia che denaro. Non si è trascurato esame di compensi per tentare tutto nella corrente notte, ma è assolutamente impossibile tanto più che sarebbe quasi stato giorno prima che fossero arrivati tutti i traini e animali di trasporto, e al contrario il denaro in piccoli barili passerà portato a spalla con maggiore riserva.

Prima lettera del 20 dicembre.

Spero che questa sera con facilità metteremo il denaro a bordo e da qualche prevenzione che ho fatto passare in questo momento all'Ammiraglio Nelson non sono lontano da credere che forse distribuirà la somma tra il suo vascello e la fregata.

Jeri l'E.V. mi indicò qualche destino che le LL.MM. pensavano forse di darmi qua al momento della loro partenza, dalle poche parole mie espresse all'E.V. la prego dedurre il solo senso, che io sono per ubbidire ciecamente a tutto quello che si credeva volersi fare di me in questo luogo.

Suppongo ferma la risoluzione d'imbarcarsi questa sera la R. Famiglia ed ho fatto dei passi corrispondenti, ma quando potrà riscontrarmi del doversi assolutamente praticare, e a che ora, mi servirà di somma regola.

Seconda lettera del 20 dicembre.

La lettera dell'E.V. mi trova precisamente alla darsena attendendo all'imbarco del denaro ove sono per resecare le infinite opposizioni, dubbi, etichette e altro che ogni momento apparisce volere ritardare l'operazione e che spingo avanti pronto a fare anche il sostaro se occorre.

Passerò subito le prevenzioni ai Comandanti per l'imbarco delle differenti persone, ma se potessero portare tutte una firma del Marchese del Vasto s'impedirebbe una folla di inconvenienti; relativamente alla Cognata dell'E.V. ho già passata prevenzione al Brigadiere Caracciolo.

III° lettera del 20 dicembre.

Siccome ogni circostanza favorevole delle nostre truppe mi può servire d'infinita regola nella mia situazione di stare vegliando alla distruzione dei legni particolarmente di quelli di Castellamare, così mi prendo la libertà di domandare all'E.V. se sia vera la voce che le nostre Truppe in Abruzzo abbiano dato battaglia di gran vantaggio sopra il nemico.

L'imbarco del denaro procede adesso cosi regolarmente che può l'E.V. contare che a mezza notte sarà terminato.

Lettera del 21 dicembre.

Sarà stata forse una prevenzione troppo anticipata da me, ma tutte le apparenze dell'altro giorno mi fecero credere imminente l'imbarco delle LL.MM. siccome le squadre forestiere erano inquiete che il Vascello Partenope dentro il porto di Castellamare potesse restarvi intatto, così mi determinai fino da jeri mattina di ordinare al Brigadiere Guellichini che dopo averlo allontanato dal Porto lo colasse a fondo; questo era stato già fatto in questa notte quando per le notizie migliori datemi con biglietto dell'E.V. io mandai l'ordine di sospendere ancora; se mai le circostanze riportassero il bene degli affari attuali sarò dolente di un passo anticipato, ma le squadre estere meritando qualche riguardo nei loro desiderj sarò giustificato, tanto più che la qualità e stato di quel vascello non lasciano che sia molto da piangersi.

Lettera del 22 dicembre.

Ricevo il foglio dell'E.V. secondo il quale dovrebbero allestirsi e rendere navigabili tutti i bastimenti disarmati di questa rada. Nessuno più di me ha desiderato la salvazione dei medesimi e nei primi istanti passai gli ordini per il loro armamento in porto, ove il lavoro potea essere efficace, ma ben mi avvidi assieme con tutti gli ufficiali di Marina, che era impossibile rendere in alcun modo navigabili de' legni che mancano di tutto, senza una vela che li muova, senza un albero che li serva, senza una gomena di navigazione e colla stiva spazzata di tutto, quando è necessario immenso peso per renderli velieri, con mancare inoltre vari di essi di timone; in vista di che credetti insieme con il parere di tutto l'Arsenale e maestranze che solamente si potessero tirar in rada per non rovinare un porto con il loro incendio e per tenerli in vita fino all'ultimo momento possibile. Con qualche stazione in questa rada si potrebbe salvare il vascello Tancredi e la fregata Sibilla, ma per gli altri si condurrebbero a perdersi in alto mare, invece di perderli in rada, qualunque possa essere l'ottima intenzione del Capitan General Pignatelli e le verbose offerte dei Capi della Marineria non credo avranno migliore successo di quello che io insieme con tutti gli ufficiali della R. Marina si è tentato di fare, e per riprova di questo nel giorno corrente non arriviamo ad armare una Cannoniera per salvarla. Sicuramente sarebbe doloroso il distruggere adesso dei Bastimenti in rada mentre il nemico essendo ancora molto lontano permette tentare la salvazione di due e differire la distruzione degli altri fino a che il nemico sia a Capodichino, quando dovesse arrivarvi. Mi sembrerebbe dunque possibile, e tentabile l'allestimento del Terribile e della Sibilla; per il Guiscardo regge con le trombe in mano da un anno e doveva mettersi sotto il gran risarcimento degli altri; per il S. Gioacchino regge con le trombe egualmente e in conseguenza sono in stato precario. Se dunque restano due Vascelli Portoghesi potrò passare l'ordine al Sig. Indella perchè intraprenda il lavoro di tutto quello che può abbracciare e farà il possibile per riuscire almeno in parte.

Pare allora che i Vascelli da mettere adesso alla vela sarebbero i due vascelli napolitani quando abbiano rinforzo di equipaggi forestieri, il vascello Ammiraglio Inglese e il vascello Comandante Portoghese già carico di passeggeri e con essi le corvette napolitane la Fortuna e la Galatea, a questo però occorre l'avvertenza che il Porto di Palermo non riceve in alcun modo una divisione di vascelli e forse due al più potranno entrare a Messina che sarà sempre il Porto di stazione per i vascelli.

Il Comandante di questo vascello Sig. Brigadiere Guellichini renderà conto all'E.V. della marineria esistente onde regolarsi per il rinforzo da darlesi per renderla navigabile.